SRL - Riduzione per perdite del capitale sociale al disotto del minimo legale. PDF Stampa

Conseguenze della riduzione per perdite del capitale sociale al disotto del minimo legale.

Nozione di perdita. Si verifica una perdita nel capitale di una SRL quando il valore del patrimonio netto risulta inferiore al capitale di riferimento sottoscritto.

Perdita che intacca il capitale sociale di oltre 1/3 portandolo sotto il minimo legale.

a) Se la perdita è di entità tale da intaccare di oltre 1/3 il capitale sociale, portandolo al disotto del minimo legale (€10.000,00 nelle SRL v. art. 2463 c.c.), si ritiene verificata una causa di scioglimento della società (v. art. 2484 c.c.) e, pertanto, l’amministratore deve “senza indugio” convocare un’assemblea affinché i soci deliberino la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al minimo legale (v. art. 2482 ter c.c.). L’amministratore deve presentare in assemblea una relazione sulla situazione patrimoniale della società. L’assemblea si deve svolgere in presenza di un Notaio e la decisione deve essere presa con le maggioranze previste per le modifiche all’atto costituivo.  Ai soci spetta il diritto di opzione in proporzione alla partecipazione posseduta, non è consentito limitare o escludere tale diritto.

b) In alternativa alla delibera di riduzione-aumento del capitale sociale i soci potranno decidere di trasformare la SRL in una società di persone. Per tali società, infatti, la legge non impone un capitale minimo ma di conseguenza i soci perderanno il beneficio della responsabilità limitata previsto per le società di capitali. I soci assenti o dissenzienti hanno facoltà di esercitare il diritto di recesso dalla società.

c) Se l’assemblea non delibera l’aumento di capitale o la trasformazione della società, l’amministratore deve mettere in liquidazione la società. Perdita che intacca integralmente il capitale sociale. Sebbene gli articoli  2447 e 2482 ter c.c. facciano riferimento alla sola ipotesi di riduzione del capitale al di sotto del limite legale, e non ai casi di perdita che intacchi integralmente il capitale sociale, per giurisprudenza e prassi consolidata a tale fattispecie vengono applicate norme e principi in gran parte equivalenti.

Modalità dell’operazione:

- copertura della perdita mediante versamento di denaro a fondo perduto o rinuncia dei soci ai crediti;

- azzeramento del capitale sociale con assorbimento delle perdite per l’intero ammontare;

- successivo aumento di capitale fino al minimo legale.Il capitale sociale, intaccato dalla perdita, deve essere prima azzerato e successivamente aumentato fino ad una cifra pari al minimo legale.

Anche in questo caso i soci hanno il diritto di opzione sull’aumento di capitale. 

Il socio dissenziente rispetto alla copertura delle perdite e alla ricostituzione del capitale sociale: conseguenze sulla partecipazione sociale.

Il socio è obbligato a ripianare la perdita? Cosa succede al socio di minoranza che dissente rispetto alla delibera di ripianamento delle perdite, azzeramento e ricostituzione del capitale sociale? Parte della dottrina e la giurisprudenza di merito hanno evidenziato, da un lato, che la deliberazione di ricostituzione del capitale può legittimamente essere adottata a maggioranza e, dall'altro, che la sottoscrizione del relativo capitale può avvenire anche esclusivamente da parte di alcuni soci (v. Trib. Busto Arsizio 25 gennaio 2005 n.98). Citando testualmente la menzionata pronuncia: “se il socio non eserciterà il diritto di sottoscrizione sull'aumento in ricostituzione, la sua partecipazione subirà inesorabilmente una compressione, anche nella misura dei diritti attribuiti. I soci dissenzienti sono tutelati dal riconoscimento del diritto di sottoscrizione sulla ricapitalizzazione della società, sicché la perdita della qualità di socio, per il mancato esercizio di detto diritto, è pur sempre imputabile ad una libera scelta”. Si privilegia dunque l'interesse della maggioranza alla continuazione dell'attività d'impresa rispetto a quello della minoranza ad ottenere lo scioglimento della società che, come abbiamo visto, è la conseguenza prevista dalla legge per quelle società dove le perdite hanno intaccato il capitale sociale minimo di oltre 1/3. Il principio per cui non possono essere imposti al socio nuovi apporti oltre quelli effettuati in sede di costituzione della società trova quindi una eccezione proprio nella fattispecie previste dagli artt. 2447 e 2482 ter c.c. in base ai quali, il socio, al fine di mantenere la partecipazione nella società, è chiamato a nuovi apporti in denaro (v. Cass. 654/1994).

 
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